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Legende e tradizioni - Orlando Paladino

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Antiche leggende, le cui origini si perdono nei secoli, si intrecciano a originali tradizioni popolari, dando vita in questa città, che vanta vicende storiche e monumenti di notevole importanza, ad un clima di contrasto tra antico e moderno, tra racconto e realtà che affascina e diverte.



La leggenda vuole che l' "Antichissima Città" (titolo concesso a Sutri dal Papa Innocenzo III) fosse stata fondata dal mitico popolo dei Pelasgi o ancora dal Dio Saturno. Ed infatti Saturno a cavallo, recante in mano tre spighe di grano, è raffigurato sullo stemma cittadino. Di aver dato illustri natali si vanta Sutri, e primo fra tutti, al Paladino Orlando.
In una grotta pittoresca ancora accessibile, ultimo residuo di una tomba etrusca, si vuole, come narra la leggenda, che Berta desse alla luce il piccolo Orlando. E forse di origine sutrina è anche il detto "non è più il tempo che Berta filava!!", pronunciato dall'illustre madre alla presenza di Carlo Magno, di passaggio a Sutri, mentre si recava a Roma per essere incoronato, quale monito e avvertimento di grandi cambiamenti.


Quel misto di credenze popolari e di religiosità, che dovevano essere alla base della vita medioevale, emerge costantemente in molti aspetti delle tradizioni cittadine. Ma dove misticismo, senso religioso e compostezza si manifestano con grande intensità (e per chi assiste in notevole effetto folcloristico), sono i festeggiamenti e i riti che si svolgono in onore di S. Antonio Abate.


Spettacolare è la sfilata delle due "Cavallerie" cittadine (sorta di congregazioni laiche di schietta origine contadina) ciascuna con il proprio stendardo raffigurante il Santo, e dei magnifici cavalli riccamente e vivacemente bardati. Durante la festa la partecipazione si fa corale e commossa, ma ricca di spunti vivaci e divertenti, di tradizioni inconsuete e di consuetudini intaccate dal tempo, al momento del saluto al Santo, scandito dal grido "Viva S.Antonio!!" e spesso accompagnato da un buon bicchiere di vino locale e da squisiti dolcetti caserecci!! A settembre tre giorni di festeggiamenti accompagnano la ricorrenza della Santa Patrona, Dolcissima. Una lunga e solenne processione si snoda lungo le strette vie del centro storico, al seguito della statua della Santa, di cui ci si contende l'onore del trasporto a braccia. Ricompaiono in queste occasioni le Confraternite, con i loro stendardi e le loro bandiere, la cui origine risale al tempo delle Corporazioni di arti e mestieri di età medioevale.
Ricco di toni drammatici è il trasporto del "Tronco" (pesantissima croce lignea sorretta da una sola persona) nelle processioni, come in quella del Corpus Domini, allietata da una splendida "infiorata", che, come un vivace e colorato tappeto, ricopre strade, vicoli e piazze del paese. Riesce difficile se non si vive direttamente, descrivere quella che è forse la più entusiasmante, vera e travolgente festa sutrina: il Carnevale.
L'atmosfera paesana si fa euforica e "godereccia", si accende di toni indescrivibili e frenetici in cui si fondono mirabilmente lo spirito gioioso della popolazione e il rivivere di secolari tradizioni e di antichi rituali, che un Cantare del 1400 descrive fedelmente, ricordando che Sutri è stata anche la patria del Carnevale, figurato come Re e persona viva.
Da qui la simpatica usanza di eleggere una persona del posto ad interpretare Re Carnevale, dalla intronizzazione del giovedì grasso alla cremazione del "fantoccio" appositamente costruito per il corteo dell'ultimo giorno, con un susseguirsi di avvenimenti in cui si colgono evidenti retaggi di antichi culti pagani e riti di un mondo contadino.


Di origine assai più recente, ma non per questo meno piacevole e pittoresca, è la Sagra del Fagiolo che, grazie all'impegno della Pro Loco (cui si deve anche la tenace volontà e la non indifferente fatica di organizzare tutte le manifestazioni sutrine), si ripete ogni anno agli inizi di settembre a festeggiare uno squisito prodotto locale. E si ricordi che il modesto fagiolo, così vuole la leggenda, riuscì ad alleviare i dolori di un attacco di gotta dell'illustre Carlo Magno, durante il suo soggiorno a Sutri!


Balli, gare di ogni genere e buona musica, eseguita dalla banda cittadina, accompagnano la distribuzione di quintali e quintali di fagioli cucinati all'aperto, e annaffiati da buon vino.

Data creazione : 17/10/2008 @ 09:40
Ultima modifica : 17/10/2008 @ 10:20
Categoria : Legende e tradizioni
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S. Antonio Abate
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