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S. Antonio - storia

 

 

FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI SANT'ANTONIO ABATE
17 GENNAIO


Festeggiamenti e riti si accompagnano in onore di Sant'Antonio Abate il 17 gennaio di ogni anno. Il più spettacolare degli appuntamenti è senza dubbio quello della sfilata delle due "Cavallerie" della città, confraternite di congregazioni laiche d'origine contadina, ciascuna con il proprio stendardo raffigurante il Santo, stendardo che durante l'anno viene custodito nella casa d'un appartenente alla congregazione. Nel giorno della festa lo stendardo viene portato, con una sfilata di cavalli riccamente bardati, sino in piazza dove avviene la benedizione e da qui condotto nella casa di un "Festarolo" eletto ognuno nell'ambito della propria Cavalleria. Lo stendardo viene collocato su di un vero e proprio altare allestito all'interno della stanza più importante della casa che nel giorno della festa e nella settimana successiva rimarrà aperta a chiunque voglia far visita per una sosta di preghiera, allietata dall'offerta di biscotti ciambelle ed un immancabile bicchiere di vino. Da quasi un secolo ormai le sfilate sono doppie, perché due sono le congregazioni che si contendono il privilegio di onorare il Santo: la "Vecchia" e la "Nuova" cavalleria senza dubbio questa sana rivalità, oltre ad una sentita devozione per il Santo, ha contribuito a fare della festa di S. Antonio Abate una delle più importanti del paese. La Domenica immediatamente successiva al giorno della festa i rappresentanti delle due cavallerie si contendono un Palio dipinto in una gara di abilità equestre chiamata "Corsa della Stella" ed è in questa occasione che messi da parte i buoni propositi religiosi la "sana" rivalità delle due fazioni esprime il meglio di se Sant'Antonio si inventò eremita a soli diciotto anni, dopo aver distribuito ai poveri l’eredità ricevuta dai genitori defunti e dopo aver collocato la propria sorellina, senza chiederle se fosse d’accordo, presso una comunità di donne vergini, votate alla preghiera. Durante quel suo volontario esilio dai piaceri e dai problemi terreni, venne tentato più volte dal Demonio (che si rivelava come una procace fanciulla - in vesti discinte - all'Antonio giovane e prestante; oppure come una bestia mansueta o feroce, all'Antonio in avanti con gli anni); seppe resistere sempre. Fu molto stimato dai contemporanei ed il suo carisma risultò determinante nella lotta contro gli eretici "Ariani": più volte si vide costretto a sospendere le meditazioni per rientrare ad Alessandria. In quelle occasioni, raccolse diversi consensi e si ritrovò sempre più circondato da seguaci che lo costrinsero a dettare la prima regola monastica: è inserita in quelle sette lettere in lingua copta, che Antonio scrisse, impiegando quasi cinquant'anni. Visse a lungo, sembra 110 anni. Nell'anno Mille le sue ossa vennero portate in Francia dai Crociati che divulgarono al sua fama di Santo Taumaturgo; l'espressione del Culto a Sant'Antonio fu esplosiva ed in breve contagiò tutto l'Occidente. Il Santo con la barba bianca, il bastone a T, la campanella e gli animali al seguito, divenne il simbolo della vita contadina; ancora oggi, ovunque si faccia agricoltura, si venera Sant’Antonio.


Data creazione : 17/10/2008 @ 09:51
Ultima modifica : 30/12/2012 @ 12:50
Categoria : S. Antonio
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